Az. Agricola Fonte Calamaro
Acquaviva di Nerola, Loc. Fonte Calamaro 00017 - Nerola (Rm)

Homepage



Il prodotto

La storia

La lavorazione

In Cucina

Contatti



La Storia

Mito e religione

L’olivo, derivato da un oleastro, venne diffuso dai Fenici in tutto il Mediterraneo e, secondo la mitologia greca, fu Atena a piantarlo per la prima volta in Grecia. La dea contendeva a Poseidone il possesso dell’Attica: duella terra sarebbe toccata a chi dei due avesse creato qualcosa di straordinario. Il dio del mare fece scaturire con il suo tridente una sorgente di acqua salata in mezzo all’Acropoli, ma Atena vinse piantando il primo olivo, come testimonia un’antica iscrizione.
Fu così che l’olivo venne considerato sacro alla vergine Atena e, dunque, emblema di castità. In onore della dea si celebravano ad Atene i giochi panatenaici e i vincitori delle varie gare avevano come premio anfore di oli pregiati, ricavati dagli olivi sacri dell’Attica.
Anche gli antichi Romani amavano e veneravano l’olivo, simbolo di prosperità e pace e, all’alba delle Calende di gennaio, due fanciulli andavano nelle case portando ramoscelli di olivo e sale per augurare letizia ed abbondanza. I Romani consideravano inoltre come un bagno di giovinezza i massaggi con l’olio d’oliva.
Secondo la Genesi Noè comprese che il Diluvio universale era terminato, quando la colomba che egli aveva fatto uscire dall’arca, tornò con un ramoscello di olivo nel becco. Per questo motivo l’olivo è per le tre religioni monoteiste, ebraica, cristiana e musulmana, simbolo di pace, prosperità e rigenerazione.
Il giorno della Domenica delle Palme, commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, la palma viene spesso sostituita dai rami d’olivo, simbolo di Cristo e della riconciliazione tra il Signore e gli uomini.

Anche nel Corano si parla di un olivo, posto al centro del mondo e che, grazie al suo olio, diventa “sorgente di luce nei cieli e sulla terra”


Cenni storici

La coltivazione dell’olivo nella campagna romana risale ad alcuni secoli prima di Cristo, si stima il V–VI secolo. Il ritrovamento dei noccioli di oliva negli scavi archeologici di Cures, località situata tra i comuni di Fara Sabina e Nerola, dimostra che questo frutto era conosciuto e utilizzato a livello alimentare fin da tempi antichissimi.
Durante i secoli, da Orazio ai giorni nostri, la coltivazione e la produzione dell’olio si è conservata secondo la tradizione e sviluppata fino ad ottenere il prodotto attuale: un olio genuino, raffinato, equilibrato.